4° Lab Teatrointransizione – il Cosa – IL CUORE

“Quando ci troviamo in uno stato di apertura e di creatività e ci sentiamo connessi con gli altri e con noi stessi, prendiamo le decisioni migliori. Siamo capaci di vedere in modo più ampio e di scorgere le conseguenze nel tempo di quello che stiamo facendo.” Sophy Banks

In questo quarto incontro del laboratorio di TeatroinTransizione, abbiamo continuato ad esplorare il COSA sarà questo spettacolo sulla Transizione che è necessario intraprendere per uscire da questo attuale modello socio-economico insostenibile. Dopo essere passati dalla TESTA (n.3) , questa volta ci siamo soffermati sul CUORE.

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3° Lab Teatrointransizione – il Cosa – LA TESTA

 – Ma allora Voi “della Transizione” cosa fate praticamente?
– Cerchiamo di pensare bene. – Cristiano Bottone

Dopo i primi due incontri del laboratorio di TeatroinTransizione, dove abbiamo indagato sul PERCHE’ (n.1) e sul COME (n.2), in questo terzo appuntamento (il 21 febbraio) abbiamo iniziato a costruire il COSA sarà questo spettacolo sulla Transizione che è necessario intraprendere per uscire da questo attuale modello socio-economico insostenibile.

E da cosa siamo partiti? Nell’incertezza abbiamo pensato di procedere con il nostro metodo TESTA-CUORE-MANI (tutto ben spiegato in questo video).
Perché l’essere umano è fatto di questo, parti antiche come le MANI e il CUORE e più recenti come la TESTA. Emozioni, istinto e (a volte) razionalità che quasi mai sappiamo come gestire.
In questo incontro siamo partiti dalla TESTA, ma sempre in maniera teatrale.

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2° Laboratorio Teatrointransizione: il come.

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. » Antoine-Laurent de Lavoisier

Circa un mese fa, con il primo incontro, abbiamo intrapreso questo avventuroso laboratorio chiedendoci “PERCHE’ siamo qui?”

In questo secondo appuntamento siamo ripartiti da questa domanda e siamo andati avanti iniziando ad immaginare COME potesse essere questo spettacolo sulla Transizione che stiamo costruendo.

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1° Laboratorio Teatrointransizione: perché siamo qui?

“Anche il più lungo viaggio comincia con un primo passo” Lao-Tze

Tutto è nato mentre facevamo altro, ma come abbiamo imparato, in transizione bisogna “lasciare che il processo vada dove vuole andare”.

Stavamo partecipavamo al corso “Facilitatori della transizione”.

facilitattori

I nostri fantastici Trainer davanti alla mappa del corso (Testa-Cuore-Mani) ed un misterioso cartoncino.

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I Cacciatori di Sogni (the Dreamcatchers)

” We are like islands in the sea, separated on the surface, but connected in the deep.” William James
(Siamo come isole nel mare, separate superficie, ma connesse in profondità)

English version below.

L’ultimo giorno del Theatre for Transition Learning Village, molti espressero un sogno, cercando altri con cui condividerlo e trasformarlo in un progetto concreto, da far diventare realtà.
La ragazza (che vedete nella foto) raccontò di come, tornata a casa volesse provare a replicare nella sua città l’entusiasmante esperimento di Bologna. Ma immaginò anche che ogni mese, contemporaneamente in diverse città del mondo, nelle strade e nelle piazze, tanti teatranti (ma non solo) potessero incontrare persone comuni per ascoltare ed interpretare le loro storie, i lori sogni. Perché per realizzare la transizione verso un mondo migliore, bisogna prima saperla immaginare.
“Potremmo farlo il 7 di ogni mese” aggiunse quel ragazzo (sempre nella foto).

maike dream

Alla fine anche qui a Bologna abbiamo deciso di provare, il 7 settembre.
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Transition Fest 2015, da dietro le quinte del Teatro in Transizione

Ecco il racconto della seconda edizione del Festa della Transizione Italiana, da chi si è goduto lo spettacolo dietro le quinte del Teatrointransizione.

transition ship 2La Nave della Transizione 2.0 e la sua meravigliosa ciurma. Siamo salpati!

PECHA KUCHA 2.0 – Onoriamo le nostre storie
Dopo due anni abbiamo ricominciato raccontandoci i nostri progetti, i nostri sogni, i nostri successi e perché no pure i nostri fallimenti, ancora usando il sistema Pecha Kucha. Un proiettore, un computer e solo 5 minuti a disposizione per ognuno. Continua a leggere…/ read more…

Theatre for Transition. The Learning Village.

Leggi il Post in italiano qui.
Here the short-long story of what happened in this fabulous adventure began by chance a few months ago and that is not over

A DREAM BECOMES A COLLECTIVE PROJECT
The Theatre for Transition Learning Village was the dream of a few visionaries who together imagined to be able to create, somewhere in Europe, a meeting between people practicing theatre and working for the transition to a society that could be better and sustainable for the planet.
And so inspiring to a very unconventional design technique, called Dragon Dreaming, after many emails, Skype calls on different time zones, more and more people have contributed to the planning of this event and imagined to create the basis for the Network of Theatre for Transition.
We didn’t know how many people would attend, but …

belikate

ANYONE COMES, IS THE RIGHT PERSON
In the end, I do not know if more “because” me or someone else (like Antonio), we ended up bringing everyone on the hills of Bologna, in Monzuno, at the Ecovillage Alluce Verde, where a group of families, leaving the city , started a project of resilience, recovering an abandoned farmhouse and its lands to make their home, but also an open place, where different experiences could take place (like our village). We immediately felt at home.
For one week (July 20 to 26) we were more than 50, from 12 countries – Spain, Greece, Israel, Germany, Poland, Austria, France, Holland, Belgium, Italy, United States, India – with different experiences in theatre, some as actors and/or directors, other as facilitators and trainers, simple activists, and students wishful to learn, but all interested in meeting and wondering how theatre can facilitate the transition to a new model of society, where we take care of the planet we live on, we build communities more resilient and cohesive, better relations between men and women.
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Theatre for Transition: Bologna Day. Come è andata.

L’IDEA INIZIALE / THE STARTING IDEA
Sin dal principio, quando abbiamo iniziato ad immaginare il primo incontro del Theatre for Transition e ancora non era chiaro dove sarebbe stato organizzato il “Village”, eravamo però sicuri che saremmo dovuti “scendere” in città e conoscere qualcuna delle Città in Transizione.

From the very beginning, the idea of the first ever Theatre for Transition gathering was a vague one, since we were not clear where exactly the “Village” would be organized. However, it was almost certain, that we wanted to go to the city and meet some of the participants of the Transition Town Groups.

dreamcatcher torri

IL PROGETTO / THE PROJECT
Mentre il progetto dell’evento prendeva forma, il programma è cambiato molte volte e alla fine abbiamo pensato di fare qualcosa di più: scendere in città, provare ad incontrare le persone comuni ed interagire con loro.
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Theatre For Transition, il Villaggio. Come è andata.

English version here.
Ecco, poco più di un mese dopo, la breve-lunga storia di cosa è successo in questa favolosa avventura, iniziata per caso alcuni mesi fa e che non è certo finita qui.

UN SOGNO CHE DIVENTA UN PROGETTO COLLETTIVO
Il Theatre for Transition Learning Village, nasce dal sogno di alcuni visionari che insieme hanno immaginato di poter creare, da qualche parte in Europa, un incontro tra persone che praticano il teatro e che lavorano per la transizione verso una società migliore e sostenibile per il pianeta.
E così ispirandoci ad un tecnica di progettazione molto poco convenzionale, chiamata Dragon Dreaming, tra mail, skype call su diversi fusi orari, sempre più persone hanno dato il loro contributo alla progettazione di questo evento e immaginato di creare le basi per il Network del Teatro per la Transizione.
Non sapevamo quante persone avrebbe partecipato, ma…

belikate

CHIUNQUE VENGA E’ LA PERSONA GIUSTA
Alla fine, non so se più “per colpa” mia o di qualcun altro (tipo Antonio), abbiamo finito per portare tutti sulle colline di Bologna, a Monzuno, presso l’Ecovillaggio Alluce Verde, dove un gruppo di famiglie, lasciando la città, ha iniziato un progetto di resilienza, recuperando un casolare abbandonato e relativi terreni per farne la propria casa, ma anche un luogo aperto, dove fare esperienze diverse (come quella del nostro Villaggio). Ci siamo subito sentiti a casa.
Per una settimana (dal 20 al 26 luglio) siamo stati più di 50, da 12 paesi – Spagna, Grecia, Israele, Germania, Polonia, Austria, Francia, Olanda, Belgio, Italia, Stati Uniti, India – con diverse formazioni teatrali, alcuni attori e/o registi, altri facilitatori e formatori, semplici attivisti, o studenti desiderosi di imparare, ma tutti interessati ad incontrarsi ed interrogarsi su come il Teatro possa facilitare la Transizione verso un nuovo modello di società, dove ci si prenda cura del pianeta su cui viviamo, si costruiscano comunità più resilienti e coese, migliori relazioni tra uomo e donna.
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