Theatre for Transition: Bologna Day. Come è andata.

L’IDEA INIZIALE / THE STARTING IDEA
Sin dal principio, quando abbiamo iniziato ad immaginare il primo incontro del Theatre for Transition e ancora non era chiaro dove sarebbe stato organizzato il “Village”, eravamo però sicuri che saremmo dovuti “scendere” in città e conoscere qualcuna delle Città in Transizione.

From the very beginning, the idea of the first ever Theatre for Transition gathering was a vague one, since we were not clear where exactly the “Village” would be organized. However, it was almost certain, that we wanted to go to the city and meet some of the participants of the Transition Town Groups.

dreamcatcher torri

IL PROGETTO / THE PROJECT
Mentre il progetto dell’evento prendeva forma, il programma è cambiato molte volte e alla fine abbiamo pensato di fare qualcosa di più: scendere in città, provare ad incontrare le persone comuni ed interagire con loro.
Bella sfida, provare a comunicare con tutti, con chi è di fretta, con giovani, bambini, anziani, se su 54 sono solo 7 che parlano in italiano…ma potevamo farcela, perché avevamo un ingrediente segreto: “il teatro (che come Grotowski insegna) serve ad attraversare le frontiere fra te e me”.

As the project was taking shape, the program underwent many changes and we realized that we needed to do something more: we needed to go into the city, try to meet ordinary people in public spaces, interact with them and see what that could lead to.
It was a challenge trying to stop and get people to talk to us, to interact with people moving about in a hurry, with young people, children, the elderly. The fact that only 7 out of the 54 people from the Village could speak Italian, made it more complex, but we conquered the problem with a secret ingredient, ‘theatre’, which as propagated by Grotowski “is used to cross borders between you and me.”

PREPARAZIONE / PREPARATION
24 luglio mattina, Monzuno, pioggia. Non disperiamo e ci prepariamo.
Diversi gruppi, diverse idee da mettere in pratica. Funzioneranno? Per imparare bisogna provare.
Le ragazze si preparano e si fanno belle come non le avevamo mai viste. Qualcuno dei ragazzi sfoggia a sorpresa una camicia e i pantaloni lunghi. Sembriamo proprio come i ragazzi del villaggio che vanno in città per la festa!
Si sale sul pullman e mi sento come tornato a scuola, in gita scolastica.

July 24th: it rains in the morning at Monzuno! We however are not discouraged and prepare ourselves.
Different groups and different ideas are to be put into practice. Will they work? One has to try and then learn.
The girls get ready and they look so beautiful, something we had never seen. Some of the guys were surprisingly wearing shirts and trousers. It looked like people from a village were going to the city for a festival!
I got into the bus and it felt like we were back in school, going on a school trip.

groups

L’INCONTRO CON LE PERSONE / MEETING THE PEOPLE
Siamo “atterrati” ai Giardini Margherita, praticamente in centro a Bologna. Ci siamo riuniti tutti insieme e poi, più di 50 teatranti, di tutti i colori e di tutte le età, in gruppi si sono aggirati per i giardini…

We ‘landed’ in the Giardini Margherita, practically in the center of Bologna.
We all gathered together, more than 50 actors, all of different colors and age-groups and then as a large group entered the Gardens.

dreammachine5
Alcuni di noi hanno costruito una incredibile “Macchina dei Sogni” che, per chiunque ha avuto il coraggio raccontarlo, ha realizzato un sogno. Per chi voleva una casa più grande, per il bimbo che da grande vorrebbe essere un calciatore (o l’astronauta?), il signore che ha chiamato la moglie a casa: “Cara, qual è il tuo sogno?”, per chi voleva far scomparire le auto, per chi ha chiesto la pace nel mondo.

Some of us built an incredible “Dream Machine” and helped realize the dream for anyone who dared to tell us their wish. There were those who wanted a larger home, a kid who wished to grow up to be a football player (or perhaps an astronaut?), the man who called his wife at home to ask “Honey, what’s your dream?” and there were some who wanted to see cars disappear, while others who wanted peace in this world.

dreamcatcherABBRACCIO
Ma quello che ci è rimasto nel cuore è stato un ragazzo, seduto a terra, con uno zaino sulle spalle e una birra in mano.
“Ciao, come ti chiami? Ce l’hai un sogno?”
“No. La mia è una triste storia… Mi sento vuoto, non so più sognare”
Il ragazzo però alla fine ha sorriso, dopo aver visto “la macchina che ti insegna a sognare” e aver ricevuto un grandissimo abbraccio.

Then there was a guy, sitting in the middle of the ground, with a backpack and a beer in hand.
“Hi, what’s your name? Do you have a dream? ”
“No. Mine is a sad story … I feel empty, I don’t know how to dream anymore”
We depicted the same through our Dream Machine and the guy finally smiled on seeing “the machine that teaches you to dream”, following which he received a big big hug.

dreamcatcher2

Poi c’era uno strano oggetto: il “Dreamcatcher” (l’acchiappasogni) che ha raccolto le storie, di grandi e piccini che le hanno volute condividere con noi.

Along with the Dream Machine, there was also a strange object called the ‘Dream-catcher’ that had on it, the stories that young and old people wanted to share with us.

street playback
Qualcuno dei nostri passanti ha invece avuto il privilegio di assistere ad uno spettacolo solo per lui/lei, ha visto interpretato il suo racconto, grazie al Playback Theatre.

Some of the people met by chance had the privilege to be a part of a show that revolved around them and they saw their story being replayed thanks to the Playback Theatre.


Alcune persone che ci hanno incontrato per caso invece si sono ritrovate protagoniste, parte del progetto “In The Name of the Mother” e hanno recitato per noi!

While some more people who had just met, found themselves to be a part of and as the protagonists of the “In The Name of the Mother” and they played for us!

playback baracchina
E molto, molto altro è successo, ma purtroppo ad un certo punto ci siamo dovuti mettere in cammino, perché qualcuno ci stava aspettando.
A lot more had happened, but unfortunately at some point we had to stop and move on, because someone was waiting for us.

BOLOGNA, LA CITTA’ / BOLOGNA, THE CITY
E diciamo che ci hanno dovuto aspettare un bel po’, perché vuoi andare in centro e non prenderti un gelato?
Vuoi andare nella città delle due Torri e non farti due passi sotto i portici?
E così l’allegra comitiva ha continuato a dare spettacolo, cantando il suo grido di battaglia: “Mela-mela-mela-mela-mela, banana, pera-pera-pera-pera…”

Let’s just say that they had to wait for quite a while, because after all, we were going into town (in Italy!) and still hadn’t had an ice cream! Also, we were in Bologna (the city of the two towers) and still hadn’t wandered about under the arcades (portici)!
And so the merry group continued to put on a show, singing the song: “Mela-mela-mela-mela-mela, banana, pera-pera-pera-pera…”

DSC_2034 Dance Bologna_

TRANSITION MEETING
Alla fine però siamo arrivati!
All’Arena Orfeonica, un’antica corte, esempio di rigenerazione urbana, portato avanti da un comitato di cittadini, rappresentato da Olga (grazie!), che ci ha raccontato la loro storia.
E finalmente le abbiamo incontrate, le Comunità Bolognesi in Transizione. Una bella rappresentanza, che dopo il Transition-Talk tenuto da Margherita, ci ha raccontato un po’ di belle cose che stanno succedendo a Bologna, come Comunità che Supportano l’Agricoltura (la CSA Arvaia) o impianti di energia rinnovabile costruiti dai cittadini (Comunità Energetica) e molto altro.
Poi chiaramente non abbiamo resistito ed abbiamo fatto un po’ di teatro, improvvisando per i nostri ospiti.
Due chiacchiere con i nostri nuovi amici, tutti di corsa a mangiare la pizza e siamo ripartiti per il “Villaggio”.

However, at last we had reached!
We had reached the Arena Orfeonica, an ancient courtyard, an example of urban regeneration carried out by a committee of citizens and represented by Olga (thanks!), who told us their story.
It is there that we finally met the Bologna Communities in Transition.
There was a beautiful representation and a Transition-Talk given by Margherita.
They told us about the things going on in Bologna, from Community Supported Agriculture (CSA Arvaia) to renewable energy plants built by community of citizens (Comunità Energetica) and much more.
Then of course we could not resist and did a little Improvisational Theater for our hosts.
Thereafter everybody ran out to get pizzas and we left for the “Village”.

arena1

20150724_impro orfeonica

COSA E’ RIMASTO / WHAT IS LAST
Sicuramente ci siamo tanto divertiti abbiamo destato tanta curiosità, chi ci ha incontrato non si dimenticherà facilmente di questa strana e allegra compagnia piovuta da chissà dove.
Ma saremo riusciti a raccontare che c’è bisogno di una transizione verso una società diversa, che si prenda cura della terra e delle persone, ristabilendo una vera connessione con gli altri, ma soprattutto con noi stessi?
Forse a qualcuno. Ma parlando sul pullman, ritornando “a casa”, quello che si percepiva (tra chi non si era addormentato) era l’entusiasmo, la felicità per essere comunque riusciti, anche senza tante parole a stabilire un contatto con le persone comuni, attraverso il teatro e l’arte, che sono linguaggi universali. E che quello che avevamo tentato era solo un primo esperimento, che poteva funzionare ovunque: a L’Aia, Amsterdam, o Vienna, Roma o Berlino, oppure a Bangalore.

We had a lot of fun for sure and managed to create a curiosity among the people we met in the city, who were amused to see this strange yet funny group that landed in Bologna from somewhere.
The question however was, were we able to communicate the relevance and need for transition to create a better society, where we take care of the earth and its people and we restore a real connection with the others and moreover ourselves?
Maybe someone understood it. However, speaking to people (whoever was not asleep that is!) on our way back ‘home’ in the bus, what came across was lot of enthusiasm and happiness at being able to establish a contact with the common people. Communication that used the universal language of theatre and art and not just a lot of words. Besides, this was our first ever attempt at something like this and it seems like it could very well work anywhere in the world: in The Hague, Amsterdam or Vienna, Rome or Berlin, or in Bangalore.

chefigobologna

E risaliti a Monzuno sulla montagna, anche se guardando il cielo sembrava stesse per scatenarsi una tempesta, tanti sorridevano comunque, perché “Quando soffia forte il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri alti, altri mulini a vento”

When we came back to the mountains in Monzuno, although the sky looked like a storm was about to start, many of us were smiling anyway because “When the wind of change blows strong, some build high walls, others windmills”.

————————————
Special thanks to all the people that took pictures, and Tulip that revised my english translation!

Annunci

3 thoughts on “Theatre for Transition: Bologna Day. Come è andata.

  1. Pingback: Theatre for Transition. The Learning Village. | teatro in transizione

  2. Pingback: Theatre For Transition, il Villaggio. Come è andata. | teatro in transizione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...