I Cacciatori di Sogni 3 (The Dreamcatchers 3)

Terzo episodio – “Mai lasciare lasciare sogni in sospeso”
Third episode – “Never leave pending dreams”
English version below

E’ stato davvero incredibile: quando ieri siamo arrivati in Piazza Santo Stefano (Bologna) abbiamo trovato la piazza completamente piena di gente.

Come avevamo fatto a dimenticarci del mercato dell’antiquariato?
Avevamo molto più pubblico di quanto avremmo mai immaginato, ma non sapevamo dove stare, tra tutti quei banchetti e tutti quei mobili.

I “Cacciatori” non sono certo gente timida, quindi ci siamo ritagliati un posto in fondo alla piazza proprio davanti alla chiesa ed abbiamo iniziato a giocare.
Piano piano sono comparsi un po’ di amici e abbiamo azionato la “Macchina dei sogni“.
Subito ci siamo imbattuti in qualcuno che sosteneva di non avere sogni, di non avere desideri. Abbiamo provato a solleticare la sua immaginazione costruendo “la macchina che fa trovare i sogni”, ma forse non abbiamo convinto il nostro pubblico.
E’ stato invece facile mostrare ad un amico musicista come diventare un buon percussionista, insegnare ad andare in bicicletta a chi aveva i capelli bianchi, immaginare il film di debutto di un’amica, che vorrebbe recitare in un genere un po’ di nicchia (che mi sa che non conoscevamo molto bene).
Alla compagnia si erano aggiunti un paio di cantanti e percussionisti e avremmo avuto pure un regista (e una scacchista!) a disposizione.
Abbiamo cantato insieme qualche Circle Songs: avevamo iniziato a cercare un nota comune il mese scorso dalla proposta estemporanea di un amico. Da quell’esperienza lui ha tratto ispirazione per lanciare un laboratorio su questo tema partito proprio giovedì, pensate un po’. Si è improvvisato ancora, ma c’era davvero troppa confusione in quella piazza tra gente che rincasava di fretta e i mercanti che smontavano i banchetti.
Quindi ci siamo spostati sotto il portico dopo una breve intervista a due giovani videomaker appostati lì per un corto sul tema della bicicletta, ai quali ho riproposto la mia vecchia battuta: “la bici è il mezzo del futuro”. I due poi ci hanno seguito per filmarci un po’, per poi scomparire.

Poi per qualcuno il desiderio di sedersi a bere qualcosa ha prevalso e quindi musicisti/cantanti e cacciatori di sogni si sono separati. Confesso che davanti a quello spritz è rimasta un po’ la sensazione di non aver saputo valorizzare tutti i talenti che avevamo a disposizione, forse avremmo avuto bisogno di un po’ più di tempo per connetterci, o semplicemente nell’improvvisazione, come nella vita reale, le cose vanno sempre diversamente da come hai immaginato e bisogna accettarlo e adattarsi, momento per momento. Però ora che ci siamo conosciuti potremmo riprovarci.

Più tardi facendo due passi nella piazza centrale della città l’atmosfera invece era molto diversa. Era tutta blindata, transenne dappertutto, decine di poliziotti dalle facce stanche, bardati di tutto punto, che stavano aspettando il giorno dopo. L’opposizione di destra che manifesta contro il governo proprio qui per sfidare la sinistra (che anche lei è contro il governo) che manifesterà contro entrambi. E tutti si aspettano che avvenga qualche incidente. Che spreco di energia giocare sempre tutti contro tutti.

Proprio fra un mese (il 7 dicembre) invece a Parigi, mentre i cosiddetti “Grandi” in qualche palazzo di vetro alla COP21 cercheranno di mettersi d’accordo (speriamo non al ribasso) su come limitare i danni del cambiamento climatico e riportarci ad un livello di sicurezza delle emissioni di CO2 ora fuori controllo, decine e decine di artisti, in giro per la città, in maniera creativa, daranno voce a chi non ha voce, perché questo pianeta è di tutti e dobbiamo averne cura. Ed è bello sapere che molti di loro saranno amici del Theatre for Transition e un paio ce li abbiamo mandati noi in nostra rappresentanza.

Ma tornando a ierisera.
Era il terzo episodio de “I Cacciatori di Sogni”. Non sappiamo come evolverà questo esperimento, ma da queste prime incursioni qualcosa abbiamo imparato.
Il “dove” è importante, mentre la quantità di pubblico non lo è.
Tanti “atleti” ci prometteranno che faranno un salto, ma non arriveranno, fermati da qualche ostacolo (ma non date la colpa al parcheggio introvabile per favore). Inaspettatamente invece comparirà qualcuno che non abbiamo chiamato.
Qualcuno sognerà di avere tanti soldi, ma a noi preferiamo sapere piuttosto per cosa li vorrebbe usare.
Qualcuno esprimerà il suo desiderio di bambino, qualcuno ci chiederà qualcosa di assurdo (forse per metterci alla prova?), ma un sogno ci emozionerà più degli altri.
Questa volta abbiamo avuto con noi Gabriele, un ragazzo lombardo che era a Bologna per un workshop di teatro ed ha deciso di venirci a trovare. Aveva espresso un sogno molto bello, ma non abbiamo avuto il tempo di mostrarglielo.
Alla fine noi ultimi rimasti stavamo per salutarci prima di andare a casa, ma mancava qualcosa: c’era questo sogno in sospeso!
Come fare?
Qualcuno mi ha detto una volta che quando sogni e quando progetti “l’unico limite è nella tua immaginazione”.
Beh, noi abbiamo cercato il giusto sfondo e abbiamo preparato una cartolina che contiamo di fargli arrivare.

20151107_voglioteatroperme
Il sogno di Gabriele: “Voglio / un Teatro / tutto per me”
Gabriele’s dream: “I want / a Theatre / all for myself”

NEWS DAL RESTO DEL MONDO
A Roma nessuno ha risposto all’appello, quindi i nostri teatranti hanno approfittato della giornata libera per visitare la bellissima installazione “In The Name of The Mother”.
A Utrecht la giornata era piovosa e fredda, quindi qualcuno ha deciso di lavorare sulla solitudine, intervistando le persone su questo tema.
A Vienna invece si sono dimenticati che era il 7! Rimedieranno con un intervento di strada la prossima settimana. E poi dicono che i germanici sono puntuali… 😀
E il 7 dicembre tutti a Parigi, almeno nei nostri sogni.

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Third episode – “Never leave pending dreams”
It was really amazing when we arrived yesterday in Piazza Santo Stefano (Bologna), we found the square completely full of people.

How could we forget the antique market?
We had much more public than we ever imagined, but we did not know where to stay, considering all the banquets and all that old furniture.

The Dreamcatchers are certainly not shy people, then we found a place in the bottom of the square in front of the church and we started playing.
Gradually some friends appeared and we started the “Dream Machine”.
Immediately we ran into someone who claimed not to have dreams, to have no desires. We tried to tickle her imagination building “the machine which makes you finding your dreams”, but maybe we have not convinced our audience.
It was rather easy to show a friend how to become a good percussionist, to teach to ride a bike for those who had white hair, imagine the film debut of a friend, who would like to act in a particular genre (that we didn’t know well).
The company had added a couple of singers and percussionists and we had also a film director (and a chess player!) available.
We sang together some Circle Songs: we started looking for a common note last month by the proposal of a friend. From that experience he was inspired to launch a workshop on this issue started on Thursday, what a news. We continue to improvise, but there was too much confusion in the square between people who came home in a hurry and merchants who dismantled the stalls.
So we moved under the arcades.

Then the desire for someone to sit down for a drink prevailed, so musicians and dreamcatchers have separated. I confess that in front of that glass of wine the feeling was of not having been able to exploit all the talent we had available. We might have needed a little more time to connect, or simply in improvisation, as in real life, things work always differently from how you imagined and you have to accept it and adapt yourself. But now that we’ve known each other we could try again.

Later walking in the central square of the city the atmosphere, however, was very different. There where crush barriers everywhere, dozens of policemen with tired faces, who were waiting for the next day. The right-wing opposition that demonstrates against the government here to challenge the left (that is also against the government) that manifests against both. And everyone expects to happen some mishap. What a waste of energy always play all against all.
Just in a month (December 7) instead in Paris, while the so-called “World Rulers” in some glass palace at COP21 will try to agree (hopefully not downward) on how to limit the damage of climate change and bring us back to a safe level of CO2 emissions now out of control, dozens of artists, around the city, in a creative way, will give voice to the voiceless, because this planet is owned by every creature and we all have to look after it. And it is nice to know that many of them will be friends of the Theatre for Transition and a couple were sent there by us in our representation.

But back to yesterday.
It was the third episode of “The Dreamcatchers”. We do not know how to evolve this experiment, but we learned something from these first experiences.
The “where” is important, while the amount of the public is not.
Many people will promise that they will come, but they will not arrive, stopped by some obstacle (but do not blame the univailble parking, please). Unexpectedly appear instead someone who we did not call.
Someone will dream to have a lot of money, but we prefer rather to know what he would like to do with it.
Someone will express his desire as a child, someone will ask something absurd (perhaps to challenge us?). But everytime a dream excite us more than others.
This time we had with us Gabriele, a guy that was in Bologna only by chance for a theatre workshop and decided to visit us. He had expressed a very nice dream, but we had no time to show it.
In the end we were there to say goodbye before going home, but something was missing: there was this dream outstanding!
How to do?
Someone told me once that when you dream and when you design “the only limit is your imagination.”
Well, we looked for the right place and we prepared a postcard which we hope to get him.

NEWS FROM THE REST OF THE WORLD
In Rome, no one has answered the call, so our actors have taken advantage of the free day to visit the beautiful installation “In The Name of The Mother”.
In Utrecht the day was rainy and cold, so someone decided to work on loneliness, interviewing people on this issue.
In Vienna, they forgot that it was 7th! They will remedy with a performance of the road next week. And everyone talk about that Germans/Austrians are always in time… -D
On the 7th of December everyone in Paris, at least with dreams.

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